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CHIEDERE ASILO - L'UNIONE EUROPEA TRA PRINCIPI UNIVERSALI E NORME RESTRITTIVE
L'evoluzione dei significati e gli sviluppi delle politiche nazionali: un'analisi comparativa
 
di Anna Andrian e Mirca Ognissanti
 
Quanto è accessibile l'Unione Europea per chi chiede asilo o altre forme di protezione internazionale? Quali norme regolano la possibilità di ottenere protezione? L'armonizzazione in corso in sede comunitaria è volta a garantire gli impegni presi dagli Stati membri in sede internazionale? Quanto peso giocano nel processo di armonizzazione i timori relativi a ingressi sempre più numerosi (e incontrollati) all'interno dei confini del mercato unico?

L'elaborato si propone come un tentativo di rispondere in modo coerente a questi interrogativi, fornendo allo stesso tempo uno strumento di conoscenza e di sintesi: nella prima parte esso descrive il contenuto di concetti essenziali, seguendo lo sviluppo storico dei significati, rilevando criticità o inadeguatezze; nella sezione successiva, lo studio analizza alcune misure specifiche, individuate come chiavi di lettura dell'accesso alla protezione e quali cartina di tornasole della politica comunitaria in materia di asilo: l'obbligo del visto, le procedure accelerate di esame delle domande di asilo, le interpretazioni restrittive del concetto di "rifugiato" e i nuovi strumenti di protezione, le misure di detenzione.
Ai fini di un più agile confronto delle misure adottate a livello nazionale, le informazioni relative agli indicatori sono evidenziate in una scheda riassuntiva. La scelta metodologica della comparazione costituisce un valido strumento per l' individuazione di un comun denominatore apprezzabile e utile a rilevare la direzione assunta dal processo di armonizzazione

Dalla ricerca e' emerso come in un momento di profondo cambiamento delle politiche in materia di immigrazione e asilo, sempre maggiore rilievo assumano le misure adottate o in discussione a livello comunitario. Tuttavia, l'auspicio di un sistema comune di tutela del diritto fondamentale a chiedere protezione cede il passo a sviluppi restrittivi, repressivi e sottilmente discriminatori.
L'excursus storico e l'esame più analitico evidenziano come prevalgano aspetti legati alla selezione delle presenze, al blocco dei canali verso la protezione, al controllo della marea migratoria, alla minimizzazione degli obblighi internazionali di tutela, all'invenzione di strumenti pragmatici che diano soluzioni immediate ma non durature, alla deterrenza.
Nonostante gli slanci seguiti all'adozione del Trattato di Amsterdam e al Consiglio europeo di Tampere, proprio nei confronti di un diritto sancito dalle Carte fondamentali degli Stati membri e dai più significativi strumenti di diritto internazionale, sembra che gli sviluppi recenti si dirigano verso la comunitarizzazione di ostacoli, con il risultato di rendere inaccessibile una "fortezza" che, nei proclami di principi, si vuole aperta e garantista: viene eroso così il "diritto di fuga" da conflitti, violenze generalizzate, persecuzioni, discriminazioni e trattamenti inumani.
In materia di immigrazione e asilo l'ottica universalistica che è a fondamento della tutela dei diritti umani contrasta con il particolarismo statale che esclude gli stranieri, "altri", "extra-comunitari", dalla titolarità di diritti minimi. L'elaborato interpreta la chiusura in atto nelle politiche nazionali europee e istituzionalizzata in sede comunitaria gettando uno sguardo generale al contesto, al cambiamento storico-politico dell'ultimo decennio e all'evoluzione del diritto comunitario in merito, ma, con una lente di ingrandimento, concentra l'attenzione sugli ostacoli che chi chiede protezione incontra in Europa e sul loro significato, da un lato per il processo di integrazione, dall'altro per il ruolo dell'Unione Europea nella promozione dei diritti fondamentali.