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ROMA: UN OSSERVATORIO CONTRO IL RAZZISMO E LA DISCRIMINAZIONE
 

Le associazioni Senzaconfine, No.Di. (Nostri Diritti), Donne Brasiliane, Donne Capoverdiane, Lavoratori Pakistani, Azad e l'associazione del Bangladesh, da ormai un quindicennio attive e operanti a Roma e a livello nazionale per la promozione dei diritti dei migranti, per la vigilanza e il contrasto attivo ad ogni forma di discriminazione razzista, per la costruzione di spazi di convivenza e dialogo, per l'autorganizzazione dei migranti, per l'accoglienza e la tutela dei richiedenti asilo e dei rifugiati, ritengono che non ci siano più motivi, per una città come Roma - capitale dell'immigrazione in Italia - per non dotarsi di validi strumenti operativi per combattere la discriminazione e il razzismo, in qualsiasi forma si presentino.
È difatti nostra convinzione - condivisa da molti che in questi anni si sono battuti insieme a noi, comunità di migranti, associazioni antirazziste, centri sociali, sindacati, partiti, amministratori sensibili, giornalisti democratici - che senza un'adeguata azione di contrasto, controinformazione e sensibilizzazione nell'ambito del dibattito pubblico sull'immigrazione, non sia possibile percorrere fino in fondo un cammino che porti all'integrazione non subalterna dei migranti nella nostra società, anche in vista della costruzione di una comunità locale - ed in prospettiva di una società globale - fondata sull'uguaglianza, sulla partecipazione, sul rispetto dell'altro e su un accesso paritario alle risorse di tutti i cittadini, autoctoni e migranti, donne e uomini, insieme.
Negli anni e nei mesi scorsi siamo stati in prima fila insieme ai migranti nell'organizzare scioperi della fame, manifestazioni e altre forme di protesta per opporci alla negazione dei diritti dei migranti, convinti che ogni diritto negato sia un ostacolo per la costruzione di una vera società democratica; abbiamo denunciato il risorgere di movimenti e gruppi ispirati al fascismo e al nazismo, il cui cemento ideologico è fondato su revisionismo storico, antisemitismo e xenofobia; abbiamo lottato contro l'introduzione dell'apartheid per legge, dalle varie proposte xenofobe della destra fino alle proposte - diventate poi purtroppo legge con la 40/98 ("Turco-Napolitano") - di istituire i famigerati CPT per gli immigrati da espellere, fino agli ultimi cambiamenti legislativi (Legge 189/2002, "Bossi-Fini") che precarizzano ancora di più la posizione degli immigrati, "sorvegliati speciali permanenti"; abbiamo praticato forme di disobbedienza civile nonviolenta, "assumendo" migranti nel corso delle passate sanatorie per strapparli alla condizione di forzata clandestinità, con il motto "da clandestini a cittadini", convinti che i diritti sono dovuti a tutti gli esseri umani, indipendentemente dal paese da cui provengono o dalla loro posizione giuridica sul territorio dello Stato. In tutti questi anni abbiamo costruito - insieme a persone e gruppi la cui generosità e il cui impegno è di per sé un patrimonio da non disperdere - molte iniziative: abbiamo visto piccole vittorie (troppo poche, ma così preziose) e anche molte sconfitte. Ci sembra giunto il momento di dare continuità e visibilità a quelle battaglie.
Per questo - facendo tesoro di queste esperienze condivise da ampi strati della cosiddetta "società civile" - abbiamo elaborato, e presentato alla delegata del sindaco di Roma per le politiche alla multietnicità Franca Eckert Coen, una bozza di progetto per la costituzione di un Osservatorio contro il razzismo e la discriminazione. Un Osservatorio capace di intervenire operativamente e direttamente laddove si verifichino fenomeni di discriminazione e di razzismo, e di attivare e coordinare una pluralità di azioni operando, oltre che con finalità di studio e di monitoraggio, soprattutto con l'intento di promuovere azioni legali, campagne di sensibilizzazione, di pressione su forze politiche e non, e come riferimento per la raccolta e la condivisione d'informazioni e buone pratiche. Un intento che il Consiglio Comunale della città di Roma ha deciso di condividere e fare proprio, impegnando la Giunta con un ordine del giorno del 9 ottobre 2002 votato a larga maggioranza - "ad attivare, in sintonia con l'associazionismo e le organizzazioni sindacali, un Osservatorio sull'immigrazione in grado di monitorare la situazione degli immigrati a Roma sia dal punto di vista sociale e giuridico, sia nel loro impatto con le istituzioni, e di denunciare eventuali atti di discriminazione", ribadito da una mozione votata il 12 giugno 2003 dal Consiglio che, riconoscendo il valore e la lungimiranza di Dino Frisullo e delle sue battaglie antirazziste, all'indomani della sua scomparsa recita: "tenuto conto dell'intera vita di Dino Frisullo che si è dispiegata per la costruzione di una società concretamente democratica e non discriminante, del cordoglio e della partecipazione della città per la sua morte, il consiglio comunale impegna il Sindaco e gli assessori a realizzare una rete territoriale intitolata alla sua memoria con i soggetti della società civile cui affidare concrete attività di lotta al razzismo e alla xenofobia".
Le associazioni promotrici del progetto sono consapevoli che gli obiettivi di un Osservatorio antirazzista possono essere pienamente conseguiti unicamente con il contributo di tutte quelle realtà che, nel contesto capitolino, già operano in questi campi e rilevano la quotidiana sofferenza che comporta l'essere oggetto di discriminazione e razzismo, non solo quello più evidente ed odioso che assume la forma dell'aggressione fisica o verbale, ma anche quello determinato dall'applicazione di leggi inique. Una proposta all'amministrazione di questa città, per dimostrare la sua sensibilità alle sofferenze e alle difficoltà di una parte sempre più consistente di suoi cittadini, è un patrimonio che tutti insieme siamo chiamati a costruire e sostenere.

Associazioni Senzaconfine
No.Di. (Nostri Diritti)
Donne Brasiliane
Donne Capoverdiane
Lavoratori Pakistani
Associazione del Bangladesh in Italia
Azad

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