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Progetto della mostra "VOLTI NEGATI"

La mostra fotografica che liberimigranti intende realizzare - una raccolta di volti di donne e uomini, morti nel tentativo di superare i confini d'Europa - nasce da due esigenze di fondo.
In primo luogo il rifiuto deciso e senza condizioni della politica della fortezza Europa, fondata sulla chiusura dei suoi confini. Confini entro i quali si intenderebbero difendere e privilegiare i benefici, le ricchezze, e le relazioni di dominazione occidentali. In questa direzione, due ci sembrano gli strumenti - quanto mai allarmanti - adottati senza esitazione: il tentativo di blindare i confini, ricorrendo anche all'impiego di navi militari per fermare i clandestini in arrivo, e la costruzione mediatica dell'idea di un'orda umana in procinto di invadere i nostri territori.
Il secondo motivo che spinge Liberimigranti ad impegnarsi su questo progetto muove dall'indignazione per le tragedie che una diversa politica avrebbe potuto evitare, dalla profonda rabbia per le vittime di una politica xenofoba, per arrivare alla consapevolezza di qualcosa che, se possibile, giudichiamo ancora più feroce: la rimozione tenace, se non addirittura l'ostinata negazione, di queste tragedie. Emblema per tutte è il naufragio del Natale 1996, nelle acque del canale di Sicilia, negato per anni dalle Istituzioni, fino a quando le telecamere di un noto quotidiano non hanno filmato, e dimostrato, l'esistenza del relitto.

Tutto ciò dovrebbe toccare profondamente chi ha a cuore la dignità dell'essere umano, da ovunque provenga, e verso ovunque scelga di andare. Invece, nel clima generato dalla diffamante costruzione mediatica del clandestino, l'indignazione ci sembra contratta, limitata a considerare la tragedia di queste vite morte in confine, come una tragedia minore. Un po' annunciata e un po' giustificata, come se fosse l'epilogo, certamente un po' drammatico, di una sfida presuntuosa contro chi proclamava di non desiderare il loro arrivo al punto da impedire, con qualunque mezzo, il loro ingresso dentro la fortezza.
Quel che si propone, allora, è semplicemente mostrare, far vedere, ricordare volti di uomini, donne e bambini morti nel tentativo di oltrepassare confini. Vogliamo mostrare i volti di queste persone, raccontarne le storie e le speranze, portare le vicende della loro morte in quelle stesse città che sarebbero dovute essere loro terra d'arrivo. Per contrastare l'incapacità (o la mancanza di coraggio) di dare vita ai numeri delle stragi del mare.
In questo modo vogliamo tentare di recuperare (anche solo parzialmente) la dignità per le vittime, dichiararne l'esistenza, ricordarne la morte. La dignità di persone la cui esistenza continua ad essere offesa dall'indifferenza e dalla tracotanza di un occidente che non ha la capacità di riconoscersi responsabile di queste tragedie. Morti che una politica includente e fondata su una sostanziale uguaglianza avrebbe evitato e prevenuto.
Allo stesso tempo, però, si vuole trasmettere la violenza contenuta nell'attuale controllo globale delle migrazioni, denunciarne la forza repressiva cui non si esita a ricorrere per contenere e negare il movimento delle persone. È un invito a guardare in faccia quell'uomo o quella donna, che i persuasori di professione ci raccontano come nemico invasore e di cultura inferiore. La speranza è che più di una persona possa fermarsi a riflettere, davanti a quei volti umani e simili, sulla violenza e sull'assurdità della fortezza Europa.

L'impresa è titanica perché la mostra deve cercare di guadagnare spazi sociali importanti. Il nostro chiaro proposito è quello di portarla in giro per le piazze di quelle città che sarebbero dovute essere la metà di questi viaggi della speranza. La piazza come spazio mediatico e luogo di confronto.
L'impresa è titanica perché ad ogni foto dovrà essere affiancata la biografia dello scomparso per raccontare le storie di queste persone che non sono "semplicemente clandestini" ma prima di tutto, padri, madri, figli, lavoratori, essenzialmente persone.
A fronte della complessità dell'iniziativa, chiediamo la collaborazione di tutti coloro che sentono come noi l'esigenza di rappresentare il vero volto dell'immigrazione e dei migranti. Per questo l'intenzione di Liberimigranti è costituire un cartello di soggetti che si faccia promotore dell'iniziativa e della sua realizzazione e diffusione.


Venezia, Settembre 2002

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Per non dimenticare le stragi del mare, liberimigranti cerca contatti con i familiari delle vittime!

 
 
Una lista, documentata, di 4591 morti nel tentativo di attraversare la "Fortezza Europa"
A cura di United against racism.

 
 
Le conseguenze mortali della
"Fortezza Europa"
Relazione a cura di
United against racism


http://www.united.non-profit.nl/pages/info24.htm

 
 
Naufraghi.
Cronache a Sud della Fortezza
Saggio di Antonello Mangano
Da
www.terrelibere.org