Kokoschka pittore: quando è nato? Quali sono le sue opere più note?

Kokoshka è stato un pittore e drammaturgo austriaco. Nacque il primo marzo del 1886, e morì quasi cento anni dopo nel 1980.

Oscar Kokoschka è famoso per le sue opere “Natura morta con agnello morto”, “Ritratto di Adolf Loos”, “La Sposa del vento”, e “londra, il ponte di Waterloo”.

All’interno del suo portfolio vi è anche una variegata produzione teatrale.

Biografia

Nacque in una cittadine nella periferia della Bassa Austria il 1 marzo 1886,da una famiglia povera. La sua infanzia, infatti, è ricca di traumi e brutti ricordi, tra traslochi e problemi economici.

Capisce fin da subito di nutrire un forte interesse per l’arte, e soprattutto per il disegno. Nello stesso tempo si avvicina anche alla letteratura.

Il suo debutto artistico avvenne nel 1908, quando Klimt lo presentò alla critica durante l’Art Show. Diventò illustratore della rivista Der Sturm, e accrebbe di conseguenza la sua fama.

Divenne membro della secessione di Berlino, e cominciò un periodo florido, con la pubblicazione delle sue opere più note. Risale proprio a questo periodo “La sposa del vento”, conosciuta anche come “La Tempesta“. L’opera è conservata al Kunstmuseum di Basilea.

In questo stesso periodo si avvicina all’espressionismo, in quanto sentiva l’esigenza di imprimere nelle sue opere i suoi stati d’animo. In questo periodo predominano colori come il blu, il bianco, e il giallo, in un’atmosfera sognante.

Durante la guerra decise di arruolarsi,  e terminata questa, si iscrisse all’Accademia di Dresda. Tornò a Vienna nel periodo dell’annessione tedesca, e poi si rifugiò a Praga.

Il regime nazista confiscò la maggior parte delle sue opere, e cominciò per lui un periodo di crisi. Fu costretto ad emigrare a Londra, dove completò il dipinto Uovo rosso, immagine che era metafora del mondo, conteso tra Hitler e Mussolini.

Le sue Opere

Kokoschka era un artista di grande talento, che mutò la sua tecnica in base alla storia, e alle varie fasi della sua vita. A metà della sua carriera, infatti, si avvicinò all’espressionismo, e cominciò a rappresentare le sue emozioni.

Abbandonò quindi la pittura realista, per utilizzare simbologie, e colori espressivi. In questo periodo, infatti, sono i protagonisti il blu, il bianco, e il giallo chiaro. Scompaiono quasi del tutto gli altri colori, e sulle scene appaiono immagini simboliche e poco realistiche.

Lo si nota particolarmente nel quadro Uovo Rosso, dove l’uovo è simbolo del mondo, che viene desiderato dai vari stati protagonisti della seconda guerra mondiale. In quest’ultimo quadro, però, non trattandosi delle sue emozioni ma di quelle globali, compaiono anche altri colori oltre al blu, bianco e giallo.

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