Natale e tradizioni: i passatempi delle vacanze

In Italia spesso il periodo natalizio vede il suo principale sinonimo nel pranzo (o cena, a seconda di quale sia la tradizione della propria zona) con i parenti e la famiglia al gran completo. La Vigilia di Natale, il 25 dicembre ed il successivo Santo Stefano sono i tre giorni che tradizionalmente vengono trascorsi con la propria famiglia o le persone a noi care. Tra un pranzo e una cena, tuttavia, è sempre necessario occupare il tempo e farlo giocando tutti insieme potrebbe rivelarsi un buon passatempo. La tradizione legata ai giochi di carte in compagnia nei giorni festivi vicini al Natale e all’Epifania rimane un elemento distintivo di quelle giornate di vacanza nonostante il gioco sia sottoposto a perenne trasformazione spostandosi sempre più in direzione del digitale (sale da gioco virtuali) con versioni online di poker, blackjack, roulette, tombola e bingo e con slot e bonus legati alle slot o altri giochi e relative promozioni. L’offerta è sempre molto varia.

Di tradizione tipicamente napoletana ma ormai esportata in tutte le regioni italiane, la tombola natalizia che segue il pranzo è uno dei tratti che non può mancare nelle case degli italiani. Spesso si gioca a denari veri e propri, dai pochi centesimi agli euro, ma talvolta si può giocare anche per il gusto di farlo e mettendo come premio finale cioccolatini o dolci vari.

I giochi da tavolo in generale rappresentano una buona alternativa per occupare i pomeriggi più lunghi: dal tradizionale gioco dell’Oca al Monopoli, passando per Dixit o ancora Risiko, quest’anno anche nella sua variante ambientata a Napoli: ce n’è per tutti i gusti e per tutti i tipi di giocatori: dal gioco più lineare a quello di strategia, che può durare anche diverse ore.

Il Mercante in fiera è un’altra tradizione che si sta rapidamente imponendo in molte aree d’Italia nonostante sia tipicamente nordica, in particolare veneziana. Il gioco richiede un mazzo di carte speciali perché hanno contengono rappresentazioni strane e divertenti, diversamente dai canonici mazzi di derivazione spagnola o francese per gli altri giochi di carte: è il caso ad esempio del lattante, piuttosto che la pagoda o ancora il gondoliere, a richiamare la derivazione tipicamente veneziana delle carte.

Un altro gioco di carte ugualmente diffuso è l’assassino, solitamente richiede l’uso delle carte napoletane ma altresì possibile utilizzare quelle di seme francese. Le regole sono semplici e possono prender parte alla partita un gran numero di giocatori: il mazziere pesca tante carte quanti sono i partecipanti, tra queste devono obbligatoriamente esserci il re di denari (K nel caso si usassero le carte francesi) e l’asso di spade (asso di picche in caso di mazzo francese). Ogni partecipante ha il diritto ad avere una carta: colui che riceve il re di denari assume il ruolo del commissario, colui che ha in mano l’asso di spade è l’assassino.

L’assassino inizierà dunque a fare l’occhiolino ai giocatori che stanno svolgendo la partita: se questi sono civili, devono mostrare la propria carta e uscire dal gioco, senza tuttavia rivelare l’identità dell’assassino. L’obiettivo di colui che ha in mano il re di denari è comprendere chi sia l’assassino prima che elimini tutti i partecipanti. Nel caso in cui il commissario individui la persona sbagliata, avrà perso la partita e l’assassino sarà il vincente.

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