La crisi cambia le abitudini degli italiani

crisi e consumiNon tutto vien per nuocere. Questo semplice concetto si può applicare anche alla crisi economica, seppur solo in parte. Dopo anni di consumi a go go, dove si consumava molto più di quanto realmente si avesse bisogno ecco che la crisi ha trasformato le abitudini degli italiani che, ora, si dimostrano molto più attenti.

Per carità, gli sprechi esistono ancora ma quello che salta all’occhio è una maggiore consapevolezza che questo modello consumistico è profondamente sbagliato e una maggiore attenzione al risparmio e ad un consumo più attento sia alla qualità che alla quantità.

D’altronde oggi di soldi ce ne sono pochi e molti italiani hanno dovuto fare i conti con il decadimento del proprio potere di acquisto. Ma non tutti si sono dati per vinta rinunciando a priori a soddisfare un determinato bisogno. Molti hanno pensato bene di modificare le proprie abitudini e di risparmiare guadagnandone, in molti casi, anche in qualità.

E’ il caso, ad esempio, del consumo di generi alimentari a chilometri zero. Quello che si porterà in tavola sarà, senz’altro, un prodotto più fresco, genuino e molto meno caro. Ma lo stesso esempio si potrebbe applicare a tantissimi altri casi.

Oggi il mercato dell’usato è stato profondamente rivalutato in tutti i settori. Questo comporta non solo un enorme risparmio sull’acquisto di un determinato bene ma, anche, un minor impatto sull’ambiente. Quello che prima doveva essere smaltito come rifiuto perchè nessuno lo voleva oggi può essere riposizionato sul mercato senza andare ad impattare sull’ambiente.

Pensiamo alle auto, il caso sicuramente più eclatante visto che oggi si vendono quasi solo auto usate, ma anche al settore dei mobili o a quello dei prodotti elettronici e perfino ai libri. Sempre per quanto riguarda il settore auto c’è da ricordare l’enorme successo che stanno avendo i servizi di auto sharing: in sostanza l’auto, invece che comprarla e lasciarla inutilizzata per gran parte della giornata, si noleggia per brevissimi periodi (anche solo mezz’ora) pagando un piccolo contributo.

In questo modo si taglia sui costi e si ottiene comunque quello di cui si ha bisogno… un mezzo di trasporto per raggiungere una destinazione. Insomma, con tutti gli aspetti negativi che la crisi economica ha comportato questo, forse, potrebbe essere il pretesto giusto per un cambio di mentalità che faccia ripartire il paese.